News

Pagina 1 di 2  > >>

31-05-2013

Didattica con gli archivi per la storia locale.
La scuola in archivio e l’archivio a scuola per raccontare storie di vita passata.
Il progetto del Sistema Bibliotecario di Dalmine, con il contributo economico della Regione Lombardia, ha coinvolto alcune scuole medie (anno scol. 2012-2013).

18-06-2012

"La banda di Sforzatica, 1922-2012" a cura di Claudio Pesenti, Valerio Cortese ed Enzo Suardi

31-10-2011

L'emigrazione in Italia e a Mozzo dai documenti dell'archivio comunale

29-10-2011
Pubblicate online le mappe napoleoniche
17-09-2011
"Dalmine: dal leone al camoscio. Storia di cinque comuni e uno stemma" a cura di Claudio Pesenti, Valerio Cortese ed Enzo Suardi
11-10-2010
relazione Giovanni Da Lezze
sui Comuni dell'area di Dalmine nel 1596, a cura di Vincenzo Marchetti e Lelio Pagani, Bergamo, 1988
 

Brembate: monasteri

17-09-2011

Lo stemma di Dalmine


"Dalmine: dal leone al camoscio. Storia di cinque comuni e uno stemma" a cura di Claudio Pesenti, Valerio Cortese ed Enzo Suardi
Categoria: Avvisi
Inserito da: Amministratore

La Città di Dalmine e la Consulta delle Realtà Sociali e del Volontariato Dalminese, in occasione dell’apertura della Festa delle Associazioni del 24 e 25 settembre 2011, invitano tutti alla presentazione del libro:
"Dalmine: dal leone al camoscio. Storia di cinque comuni e uno stemma"
a cura di Claudio Pesenti, Valerio Cortese ed Enzo Suardi

Venerdì 23 settembre 2011, ore 20,45
Sala del teatro Civico, Via Kennedy, 3 – Dalmine (Bg)

vedi la mappa di google

Coordinano la presentazione:
- Gianluca Iodice (Assessore alla cultura e alle tradizioni della Città di Dalmine)
- Stefano Pontillo (Presidente della Consulta delle Associazioni Dalminesi)

Lo stemma di Dalmine

"Lo stemma vuol rappresentare l’unità di un comune, che in Dalmine però si fatica a cogliere.
Per capirne le ragioni bisogna tornare al momento in cui avvenne l’unificazione nel 1927.
Il podestà era un dipendente della “Dalmine”, che favorì l’azienda senza preoccuparsi delle istituzioni che da secoli governavano e rappresentavano il territorio.
La nuova identità aveva al centro l’azienda e la “città greppiana”, imponendo un modello centro/periferia in cui le altre comunità erano abbandonate a se stesse.
Nel secondo dopoguerra le Amministrazioni comunali ebbero difficoltà a riequilibrare la precedente impostazione, favorendo la periferia. Negli anni 1948-52 fu promossa la realizzazione di uno stemma che doveva diventare simbolo di unità dell’istituzione nata dalla fusione di tre comuni.
Per fare questo si cercò di recuperare la storia precedente, ma le conoscenze sui centri che componevano Dalmine erano scarse. Dallo stemma dei Camozzi si ricavarono alcuni elementi che, insieme con la torre, ricordavano che i centri dalminesi erano attivi non solo in età moderna, ma già nel medioevo.
Oggi disponiamo di maggiori conoscenze storiche che permettono di cogliere i limiti dell’emblema adottato e di proporne un cambiamento.
La rilettura storica ha implicazioni anche sul presente. In documenti comunali si usa, per leggere Dalmine e le sue dinamiche, la definizione di “città diffusa”, concetto che presuppone un centro che si è andato via via sviluppando. Dalmine è invece una “città plurale” come storia e “policentrica” dal punto di vista urbanistico.
Il ruolo e i compiti del comune nel tempo si sono ampliati, tanto che la riforma istituzionale del 1999 riconosce ai comuni il ruolo di fondamenta dello stato italiano."

Invito


Previous page: Bolitere: umiliati  Pagina seguente: Ciserano: umiliati